ALLEVAMENTO E SELEZIONE

giovedì 28 settembre 2017
 
ALLEVAMENTO E SELEZIONE

Gli allevatori dovrebbero, studiando gli accoppiamenti e scegliendo i nuovi esemplari da crescere, fare in modo che i soggetti da loro selezionati aderiscano il più possibile allo standard della razza specifica.

Se così fosse, i cani provenienti dai diversi allevamenti dovrebbero presentare una certa omogeneità

di tipo cosa che invece, osservando le diverse razze nel ring delle esposizioni, non accade.

Parlando della mia razza, il collie, posso affermare che benché via sia uno standard che descrive con esattezza di particolare l’aspetto che dovrebbe avere un pastore scozzese a pelo lungo, sembrerebbe che ogni allevatore crei nella sua mente un ideale che a volte non ha niente a che vedere con lo standard e cerchi di fissarne caparbiamente le caratteristiche.

Il principale motivo di questo fenomeno è che oggigiorno gli allevamenti sono per lo più a carattere amatoriale. Molti iniziano con un soggetto acquistato a caso come cane da compagnia,  senza una documentazione o scelta effettiva di questo o quell’allevamento e conseguente tipo di cane. Poi decidono di iscriverlo ad una esposizione spinti da qualche amico cinofilo che li incoraggia, ed in tal modo vengono contagiati da un pericolosissimo virus! Che vinca o che perda l’adorato cane ai loro occhi sarà sempre e  comunque il più bello, e chi affermerà il contrario verrà considerato un incompetente. Acquisteranno così per lui una femmina, documentandosi magari meglio, ma continueranno fatalmente a selezionare il tipo di quel loro primo cane che rappresenta un ideale dettato dal cuore e non dalla mente.

Nel ring dei pastori scozzesi si vedono soggetti fondamentalmente diversi e spesso completamente fuori tipo, portati avanti a costo di sacrifici dai loro proprietari  alla ricerca di quel giudice che saprà  finalmente riconoscere le doti del loro cane. E se si tratterà soggetto con delle qualità e di effetto che non si allontani in maniera eclatante dallo standard prima o poi riusciranno ad ottenere delle vittorie e qualcuno anche un titolo di Campione.

Il collie ha subito nel corso degli anni delle grandissime trasformazioni. Infatti il cane originario dei pastori è stato, agli inizi del 900, senza dubbio incrociato con i levrieri russi, ottenendo così dei soggetti più eleganti rispetto ai tozzi soggetti per lo più bianchi e neri che guidavano le greggi. Hanno acquisito anche il bel colore biondo ed esteso le pezzature bianche che si limitavano a quei tempi ad una macchia sotto il collo ed alla punta della coda.

La testa però  perse i suoi rapporti, lo stop ed il parallelismo, e ci vollero diversi anni di selezione per ottenere le qualità ricercate dagli allevatori che a quei tempi erano pochi ma con tanti cani (Beulah, Eden, Ladypark, Carramar per citare i principali).  Negli anni 50 soggetti divergenti e senza stop erano all’ordine del giorno e fortemente penalizzati. Ma i collie eleganti e corretti primeggiarono e si ebbe un periodo d’oro con grandissimi allevamenti provenienti dai ceppi citati, quali i Dunsinane, i Rokeby, i Bririch, i Danvis, i Pattingham, che esportarono i loro collie in tutta Europa, cani dal tipo solo leggermente diverso tra loro che ne sottolineava la provenienza, ma tutti fieri, eleganti, ben costruiti e coperti da un lungo fluido mantello.

Poi improvvisamente agli inizi degli anni 80 il tipo è cambiato. Quasi che per errore fosse stato immesso nei nostri collie il sangue di un samoyedo e di uno shetland troppo cresciuto: teste corte, tozze, stop marcati, colli corti, tronchi nel quadrato, spalle diritte, groppe piatte, code arricciate inserite troppo alte ed un pelo dritto, folto, che invece di seguire la linea del corpo “sparava” in fuori dando ai cani un aspetto informe e disordinato. Per non parlare del movimento totalmente sbilanciato che ha perso completamente la spinta e la potenza del pastore per trasformarsi in piccoli passi affrettati a misura dei piccoli ring delle esposizioni.

A questo proposito si ha oggi spesso l’assurdità che soggetti ben costruiti e correttamente angolati con hanno un corretto allungo dell’anteriore e forte spinta del posteriore vengono penalizzati in quanto i cani costruiti nel quadrato e senza angoli riescono meglio a girare nei ring mentre i primi non fanno in tempo neanche a mettersi in azione che devono girare!

Attualmente molti allevatori in Gran Bretagna si sono accorti dell’errore commesso e stanno cercando di selezionare dei cani più aderenti allo standard ed è stato persino importato da un allevatore molto conosciuto un famoso Campione proveniente dal Brasile che già nelle prime cucciolate si è affermato come riproduttore ed un figlio del quale ha recentemente completato il Campionato Inglese. Io stessa avendo giudicato in Inghilterra nel 2004 un Championship Show ho potuto constatare che è in corso un grande cambiamento al punto di aver riscontrato diversi soggetti di tipo opposto a quello che primeggiava in precedenza: cani con difetti quali canne nasali troppo lunghe, mancanza di stop, crani  stretti e divergenti.

Probabilmente gli espositori mi hanno portato cani di tipo classico ben sapendo quali collie preferisco, ma classico non vuol dire lontano dallo standard, e così come ritengo sia da penalizzare un soggetto convergente ne penalizzo ugualmente uno divergente, o una canna nasale tozza come una troppo lunga…….

Nella nostra razza infatti è molto facile discostarsi dalla vera tipicità nella testa che consiste in un perfetto bilanciamento cranio-muso che devono essere delle stessa lunghezza, in uno stop appena marcato, in un cranio piatto e perfettamente parallelo. E si eccede facilmente nei difetti da me riscontrati.  Per tale motivo molti allevatori preferiscono lavorare nel sicuro prediligendo un tipo opposto con troppo stop, assi cranio facciali che tendono a divenire convergenti, cranio troppo tondo e profondo. Purtroppo questo tipo di testa si accompagna al collo corto, costruzione nel quadrato ed altri difetti già citati.

Questi cani inoltre maturano molto precocemente (e molto precocemente invecchiano……) e già a sei mesi hanno il pelo e le fattezze di un cane adulto ed a nove sono pronti per il ring, mentre i collie classici maturano molto lentamente, la testa subisce delle trasformazioni considerevoli e sono veramente maturi solo verso i tre anni.  Per cui chi vuole “tutto e subito” preferisce questo tipo di cane e poco importa se a cinque anni hanno l’aspetto di cani vecchi…….

Per contro i sostenitori del tipo più classico spesso dimenticano le qualità della testa e si concentrano su cani ben costruiti che camminano bene.

Selezionare sotto ogni punto di vista una razza è un lavoro duro, che prevede sacrifici, rinunce e scelte spesso dolorose. Ma è il solo modo per svolgere un buon lavoro ed essere degli allevatori degni di questo nome.

Il collie è una  splendida razza che da anni non riesce più ad emergere, prova ne sia la magra figura che fa generalmente nel ring d’onore dove vengono scelti cani di razze da pastore delle quali gli allevatori hanno operato una selezione che non si limitasse solo ad un aspetto ma che comprendesse ogni aspetto di tipicità e morfologia atti a preservarne tutti gli aspetti estetici e funzionali.

Anche se ora i nostri collie passano le loro giornate pigramente sdraiati su un tappeto, devono comunque poter seguire i loro padroni in una gita in montagna, o in una passeggiata a cavallo, o quando fanno footing in un parco cittadino. Ma quanti dei questi cani cicciottelli e privi di muscolatura che trotterellano mollemente per tre giri di ring sarebbero in grado di farlo?

Non chiedo che lavorino come i loro antenati per ore su e giù per le colline degli highlands coperti di erica, che vi assicuro non è come la nostra, ma chiedo che almeno possano essere dei compagni di vita non solo dei figurini da show.

Maria Teresa Garabelli

Collies di Cambiano


 
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