AMICI NON PADRONI

venerdì 28 marzo 2014
 
AMICI NON PADRONI

       

Non so quanti siano consapevoli di questa indiscutibile verità,nel momento in cui accolgono in casa questo animale del tutto estraneo alla loro specie e se comprendono il nascere di un rapporto del tutto unico e irripetibile non appena ricevono dal cane un primo saluto con la codina, quando la loro mano si posa sulla sua testa.

Lo sguardo del cane che esplora intorno a se per capire le intenzioni di quegli strani esseri instabili su due gambe ,che lo osservano curiosi dall’alto, la richiesta di un contatto fisico, chiamato nel linguaggio umano carezza ,l’offerta del muso umido, tanto simile al nostro bacio,sono tutte espressioni di amicizia e non una manifestazione servile.

Per alcuni uomini  sembra del tutto normale e non una prevaricazione sociale sentirsi padrone del cane,un padrone oltre ad avere quell’odiosa e spocchiosa abitudine di sentirsi al centro dell’universo, non dedicherà nemmeno un’attimo alla sua preziosa giornata per cercare di imparare il piu’ elementare linguaggio canino, quello dell’amicizia e per capire, guardando l’animale e i suoi atteggiamenti ,qual è la differenza fra la vita in comune e quella fianco a fianco . In “diario notturno” di Ennio Flaiano : C’è un cane  fuori , su un terrazzo appena mi vede scappa curvo poi si volge ritorna annusa e si tiene  a distanza  tremando. E’ magro , la coda è un frostino di cui si sorprende lui stesso apro una scatola di cane e gliela lascio sul terrazzo . Il cane si accosta  mangia la carne in un lampo ho del pane raffermo glielo getto e lo fa sparire con un rumore di sassi macinati . La mattina dopo eccolo che occhieggia aspettando  il nuovo cibo lo fa diventare mansueto si lascia persino accarezzare , ha un pelo che gratta tenta persino di farmi le feste ma non sa cosa fare , infine gli viene un’idea . Torna poco dopo portando una scarpa vecchia una scopa e un barattolo , una scopa e un barattolo , che lascia davanti alla mia porta . Sono i suoi regali.”

I segni di amicizia , simboleggiati nel racconto di Flaiano da povere cose senza valore , ne hanno uno ben  più elevato  nel linguaggio quotidiano di un cane  , esprimono la sua disponibilità a collaborare , senza riserve , alle attività dell’uomo a partecipare alla  vita familiare . Basta saperli leggere  per accorgersi che senza rimedio , ammalato d’amore per l’uomo , dal quale attende risposta non un caritatevole rifugio ma il calore del branco , perduto con la sua rinuncia alla libertà .

Chi vuole essere soltanto il padrone non capirà mai le sue parole , lo userà come lo più gli aggrada per poi talvolta abbandonarlo .

 

Da un articolo di Mario Perricone.  


 
claudia
greenvalleypinscher
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