Etruscan Kennels genetica ed allevamento del setter inglese

lunedì 5 dicembre 2016
 
Etruscan Kennels genetica ed allevamento del setter inglese

L’allevamento e la genetica

L’allevamento amatoriale dei Setter e degli Spinoni in Italia è stata un’attività poco compresa ed alla quale le Istituzioni Cinofile hanno dato poca attenzione . Ciononostante molti cacciatori e dilettanti addestratori per le prove cinofile ,sono riusciti a portarlo avanti con passione e fatica ,necessitando, l’allevamento del cane, non soltanto l’esperienza , ma anche un minimo di attrezzature per la cura della fattrice e dei cuccioli , la conoscenza dell’ascendente di razza ,la genetica, ed infine pazienza e perseveranza.

L’allevamento amatoriale ha di solito ,nel dopoguerra, privilegiato la destinazione alla caccia alla penna, anziché alla prove cinofile di lavoro e bellezza  il cui terreno è stato sempre lasciato ai professionisti,con la conseguenza che ,soprattutto nel setter inglese, si siano venute affermando due correnti di sangue : quella del lavoro con cani sempre più piccoli e veloci, con teste ,code e pelo totalmente diverse da quella della bellezza che ha affermato nelle prove cani di stazza , poco adatti alla caccia e d alle prove, con pelo lungo e setoso ,con movimento di coda e teste parallelepide.

Solo negli ultimi decenni , molti piccoli allevatori amatoriali hanno tentato di coniugare le esperienze dei professionisti – che stavano viaggiando su binari paralleli e lontani fra loro – andando ad integrare le loro risorse con acquisti mirati in bellezza o prove , a seconda di ciò che pensavano di avere in mano, sempre però privilegiando la caccia con col fucile come base dei loro desideri.

In alcuni casi ,oltre alle ricerche genetiche di cui sopra, il punto che è stato ricercato dai più accorti è stata la perfezione delle forme , in quanto più appropriata per ottenere velocità , olfatto , resistenza e collegamento con il cacciatore. Queste due ultime doti sono quelle più apprezzate dall’allevatore/cacciatore che ha cercato e cercherà di ottenere dai suoi incroci amatoriali è stata l’innata venacità ,vale a dire la disposizione  a cercare la selvaggina ,perché senza questa dote la perfezione delle forme  sarebbe senza alcun valore per il cacciatore.

Molti allevatori amatoriali hanno anche tentato di ‘’saltare il fosso’’ con la concessione a ‘’conduttori’’  di alcuni soggetti ,scelti nelle cucciolate fra i più aggressivi, da destinarsi a prove attitudinali e ,perché no, alla grande cerca. Allo stato non sembra che nessuno sia riuscito pienamente .

A parte la ricerca di queste qualità genetiche fondamentali il punto fondamentale è poi quello della scelta dei genitori dei futuri cuccioli .La femmina dovrebbe essere sana e robusta ,non importerà il mantello, e con il riporto nel sangue , perché molti setter moderni non hanno più questa dote genetica e perché ,come stallone, si suole prediligere un cane che abbia primeggiato in prove attitudinali o di grande cerca ove il riporto passa in seconda linea o non esiste.

Se la femmina è o è stata la compagna di caccia dell’allevatore questi non dovrebbe farla coprire prima di due anni e non oltrepassare gli otto ,se invece la femmina riviene da prove ,ed è stata in mano al conduttore per anni che semmai è riuscito a farne una campionessa,  si potrà tentare un accoppiamento in extremis dopo gli 8 anni sperando in un ultimo risultato e per conservare la genetica quella che i vecchi chiamavano la purezza del sangue che ognuno dovrebbe tentare di conservare per migliorare ,anche a profitto di altri, la razza.

Molti hanno scritto sulla consanguineità ,con pareri e scritti discordi,ed alcuni ne hanno parlato senza sapere che cosa significhi questa importante parola nell’allevamento.

Per molti anni ,nel mio caso, ho incrociato i miei cani fra di loro, attingendo sempre ,nel caso di un parziale rinnovo genetico , a conduttori che avevano una genetica in tutto simile alla mia ( inbreeding ) finchè ,dopo anni e molte cucciolate, non mi accorsi che l’inbreeding esasperato (perché ripetitivo)privilegiava la velocità e l’ampiezza della cerca ma portava difetti nella mentalità dei cani , nella sempre maggiore difficoltà nell’addestramento e nella tendenza allo scollegamento dal cacciatore.

Non essendo fanatico dell’inbreeding ed anche in controtendenza con i più rinomati allevatori e conduttori,non sentendomi debitore del sistema di purezza del sangue in voga nel nostro paese, ho attuato –per i soli setter- ,negli ultimi anni un sistema di riproduzione innovativo , in completo outbreeding, incrociando le mie migliori fattrici con un giovane stallone di genealogia americana. Questo esperimento che ha dato cuccioli più forti con sangue incrociato di quelli prodotti con l’inbreeding ,di migliore struttura fisica ,che si stanno dimostrando ottimi a caccia ed alcuni ,spero molti,  debutteranno a 30 mesi nelle prove attitudinali.

Da questo punto di vista infatti cani puri di provenienza genetica diversissima stanno trasmettendo le loro qualità  e tutti i prodotti sono simili nelle forme e come bontà, anche se ovviamente nel numero ve ne saranno alcuni ,come del resto in natura , più belli e più perfetti degli altri , in un lotto comunque omogeneo in controtendenza con i cuccioli prodotti con l’inbreeding.

Leonardo Pascucci Pepi

Siena 5 Dicembre 2016

 

 


 
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