HAZEL HUNT CI PARLA DEL COLLIE

giovedì 28 settembre 2017
 
HAZEL HUNT CI PARLA DEL COLLIE

In questi ultimi anni si è fatto un gran parlare sul tipo del collie, su come era e come dovrebbe essere. Di cani moderni, di cani antichi. Di standard e di come viene interpretato.

Personalmente ho vissuto momenti di crisi nel vedere come spesso i miei cani vengono considerati superati, non all’altezza della selezione che viene oggi effettuata. Ed ho sofferto nel sentirli sempre criticare sino ad arrivare a pensare se io non sia diventata un Don Quixote in perenne lotta con dei mulini a vento.

Non mi sto piangendo addosso, sto facendo delle considerazioni. A me i collie piacciono così come li allevo, altrimenti li alleverei diversamente. Prima che nel ring mi piace vedermeli a casa mia, sulla collina, immobili contro il cielo o al galoppo nei prati. E dei cani diversi senza maestosità ed incapaci di galoppare, io intorno a casa non ce li vorrei.

L’anno scorso però quando ho sentito definire il Konny in occasione della sua unica uscita “un brutto cane che cammina solo bene” ho ritenuto inutile continuare ad esporlo, e mi dispiace perché è un cane stupendo, in piena forma che farebbe onore alla razza quasi sempre così male rappresentata nel ring d’Onore. Lui almeno un primo ed un secondo nei raggruppamenti le poche volte che è stato esposto in Italia li ha fatti. E se è Campione Mondiale e Internazionale con giudici anche inglesi non sarà poi così un brutto collie……. Ma certo non è né grasso, né basso, né peloso come un orso, né con la testa attaccata alle scapole, né con il cranio e stop di un samoyedo.

E’ un collie. Come lo sono gli altri cani motivo di polemica, quasi di scandalo, come Esodo o Xcaso o Boss.

Oggi mi è arrivato il nuovo libro di Hazel Hunt, “ROUGH Collie – Companion and Showdog” me lo ha regalato con una bella dedica perché nell’interno la prima foto è quella di Incredibly blu a colori. Un libro interessantissimo come il precedente, che percorre tutta la storia della razza.

Hazel alleva collie da una vita, da prima di me, ha conosciuto tutti i grandi del passato e conosce tutti i grandi del presente. E’ una giudice stimata e molto considerata eppure come conclusione del suo libro scrive:

 

“Il mio libro “Rough Collie – an owner companion” è stato pubblicato nel 1990 dalla Crowood Press. E’ stato così tanto apprezzato che fu presto esaurito. Questa seconda edizione, pubblicata dalla Shamar Publications, è la risposta alle molte richieste sulla sua riapparizione, aggiornata ed a colori.

Ho iniziato a scrivere il primo libro senza pensare alla possibilità di pubblicarlo. Rimasi sconcertata quando venni a sapere che alla morte di Nadine George i suoi parenti fecero sopprimere tutti i suoi cani, e fecero distruggere tutte le foto e materiale riguardanti i suoi famosi Collies Beulah. Fu come se fosse stata cancellata dalla storia. Poiché io ero una delle poche persone che la ricordavano, decisi di riordinare i dati che la riguardavano includendo i Ladypark, che stavano anche essi sparendo dalla memoria.

Poi la Crowood Press mi contattò in un secondo tempo, e mi chiese di scrivere un libro sui collie. Questo libro racchiude sessanta anni di conoscenza che ho acquisito sulla razza, e sto ancora imparando!

Io ho visto il Collie a pelo lungo cambiare quasi impercettibilmente dal maestoso, aristocratico cane dell’era dei Beulah in un animale più piccolo, gonfio di pelo. Questo cambiamento mi è balzato agli occhi quando il Campione Incredibly Blu di Cambiano uscì di quarantena e mi fu affidato. La prima volta che lo liberai dal guinzaglio fu come una esplosione di potenza. Balzò via in lontananza e quando gli fischiai si girò facendo un grande arco e tornò verso di me rallentando in un trotto sciolto e potente che era il suo marchio di fabbrica. Vedendolo muovere mi resi conto che da molti anni non avevo visto così tanta  potenza, maestà nel movimento. Mi sono chiesta: dove abbiamo sbagliato? 

Ultimamente vi sono dei segni che il Collie sta cominciando a riguadagnare il suo carisma. Come possiamo aiutarlo su questa strada? Vi chiedo di guardare i vostri cani con occhi nuovi. Immaginate il vostro collie sulla collina, con il vento che gli scompiglia il mantello, occhi ed orecchie in attenzione al minimo rumore sottostante. Ricordatevi che il colie è Lad of Sunnybank di Albert Terhune, è Torna a casa Lassie di Eric Knight e di altre storie di intelligenza e fedeltà. Ricordatevi che il collie non è “solo un cane da esposizione”. Ma che è il cane della leggenda, per cui datevi da fare, ed allevate anche voi la vostra leggenda.”

 

Hazel Hunt

 

Dopo aver letto questo non mi sento più fuori moda, né di rovinare una razza che amo. Ma semplicemente più forte e decisa di continuare per l’unica strada che un allevatore dovrebbe seguire: allevare secondo quanto ci dice lo standard.

Vorrei anche fare un’altra considerazione.

Ho visitato molti allevamenti in Inghilterra, e quasi tutti hanno pochi cani, in piccolissimi giardini di casette a schiera, i loro padroni lavorano ed i cani sono chiusi tutto il giorno in piccoloi box e liberati la sera per una corsettina. I cani così tenuti diventano molli e ciccioni, l’unico allenamento è stare fermo ad aspettare il bocconcino con le orecchie in attenzione e muovere correttamente al guinzaglio andando su e giù per il giardinetto. La sera vengono portati alla scuola di handling, in palestre o centri sportivi, e qui vengono fatti camminare in triangolo come nel ring.

La ciccia nutre il pelo, e comunque un cane ciccione sembra sempre più peloso. Ed ai loro proprietari e allevatori sembrava interessare solo questo: ciccia e pelo.

Solo da Aileen Speding ho visto i suoi Antoc correre nei prati intorno alla sua stupenda casa, o da Hazel Hunt, appunto, che aveva un cottage vicino a un campo da golf sul mare dove portava i cani a galoppare la sera, poco importa se pioveva o tirava vento.

Mi chiedo se tanti cani, allevati diversamente, con la possibilità di fare moto, muscolo e di diventare solidi e potenti, al di la del tipo di testa e della costruzione, non avrebbero un movimento migliore. O che comunque vedendoli muovere i loro allevatori non si accorgerebbero dei difetti di costruzione.

Maria Teresa Garabelli


 
maria teresa
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