Il guinzaglio e una buona educazione del cane

venerdì 28 luglio 2017
 
Il guinzaglio e una buona educazione del cane

Il corretto comportamento di un cane ben educato

IL GUINZAGLIO E IL GALATEO - L’IMPORTANZA DEL RINFORZO POSITIVO

Generalmente le persone adottano cani con l’obiettivo di aumentare il proprio benessere e quello delle loro famiglie. Si aspettano che subito questi si adattino alle loro abitudini, che camminino perfettamente al loro fianco che rispondano ai comandi, che rispondano al richiamo immediatamente, che siano tranquilli in auto,che non sporchino in casa e che non distruggano.

Di fronte a queste problematiche alcuni iniziano a navigare su Internet, altri iniziano a visitare numerosi centri cinofili, cliniche veterinarie, negozi per animali, per chiedere aiuto, e dopo essere stati bombardati da una miriade di informazioni spesso contrastanti tra di loro, spesso si scoraggiano e nella peggiore delle ipotesi abbandonano il loro cane.
Altre volte decidono di educarlo.

Una delle primissime cose da chiarire di fronte ad una cane mal gestito e in genere non più cucciolo e se i problemi comportamentali sono stati rinforzati, seppur inconsapevolmente, e se si sono intensificati fino allo stato attuale.
Generalmente i cani molto attivi hanno un disturbo d’ansia, dovuto ad una cattiva gestione che può trasformarsi in aggressività verso persone o animali. Altre volte sono semplicemente molto vivaci, difficilmente controllabili, ma comunque “pericolosi”, perché saltando addosso alle persone potrebbero farle cadere.
Spesso i proprietari sono soliti parlare a voce alta e in modo esoterico aumentandone l’eccitazione, rendendone molto difficile il controllo. E’ necessario che cambino lo loro approccio, in quanto le punizioni che in alcuni soggetti inducono una reazione di paura talvolta associata all’aggressivita, generano più che altro forte stress, rio ai fini educativi e addestrativi
Nella stragrande maggioranza dei casi è opportuno concentrarsi sul rinforzo positivo piuttosto che sulla punizione.
Ai proprietari che non riescono ad avere un controllo sul cane e’ necessario suggerire di mettere il cane seduto, prima di impartire qualsiasi comando. Devono riprendere in mano la situazione, il cane imparerà a sua volta ad aspettare pazientemente.
Tra i comportamenti più diffusi che vengono lamentati c’e il “ saltare addosso e afferrare con la bocca”. La tecnica che si suggerisce e’ quella di non rinforzare il comportamento sbagliato, ignorando piuttosto il cane, finché non è calmo. Solo una volta che l’animale ha smesso di saltare addosso può ricevere un rinforzo positivo. Molto utile questa tecnica di contro-condizionamento che consiste appunto di chiedere al cane di mettersi seduto prima di ogni interazione.

Noto con grande disappunto invece che ancora sono diffuse tecniche di punizione per risolvere tale problema, come urlare al cane, dargli ginocchiate per evitare che salti su; tra l’altro un cane molto irruenti potrebbe interpretare la spinta con il ginocchio come una risposta di gioco.

Altro problema abbastanza diffuso dovuto sempre ad una cattiva gestione e’ il gioco “inappropriato” a volte scambiato dal proprietario per aggressività.
Assolutamente necessarie e’ dare regole molto precise, innanzitutto l’iniziativa del gioco deve partire dal proprietario, che non deve mai rispondere alle richieste del cano. E’ utile sopratutto stabilire delle regole per quel riguarda il contatto fisico.
Molti proprietari giocano a fare la lotta con i loro cani ad esempio, in questo modo gli

animali imparano che è permesso lottare con tutti, per questo i giochi violenti non vanno assolutamente incoraggiati, al contrario se il cane continua a giocare in maniera violenta il proprietario deve smettere ed allontanarsi.
Anche il gioco che consiste nell’inseguire le persone deve essere scoraggiato in quanto alcuni soggetti potrebbero stimolare e sviluppare comportamenti predatori, diventando pericolosi, sopratutto se il gioco è diretto verso bambini piccoli.

Meglio sollecitare ed incrementare il gioco interattivo, così come qualsiasi gioco ben organizzato.

Tra i problemi lamentati quello del cane che tira al guinzaglio. La risposta più comune all’essere tirato da un cane e’ quella di tirare indietro il guinzaglio, a sua volta il cane risponde con crescente intensità. Quanto più la persona tira, tanto più l’animale va avanti con grande forza. Generalmente tale problema si affronta cambiando tipo di collare, da un collare di cuoio o pettorina ad un colllare a catena o a strangolo o peggio ancora con le punte senza pensare che una simile tecnica punitiva non fa altro che peggiorare il problema. Il cane potrebbe associare la strattonata ad un passante o ad un cane che gli passa vicino dunque aumentandone l’aggressivita’. Molto più semplice ed efficace sarebbe smettere di camminare ogni volta che il cane tira, in modo che il cane imparerà che la conseguenza del suo tirare e’ quella di fermarsi, oppure,procedere nella direzione contraria.

Altra problematica assai frequente e’ la scarsa risposta ai comandi. E’ innanzitutto necessario tenere in considerazione che i cani leggono bene il linguaggio posturale, ma possono non comprendere bene il comando vocale se ad esso non viene associato precedentemente un buon premio possibilmente in cibo. Quanto vale sopratutto per il comando “vieni”, ovvero per il richiamo.

Il proprietario deve imparare a condizionare il suo cane a rispondere al comando in contesti differenti, si dovranno gradualmente aggiungere delle distrazioni e richiamare l’attenzione del cane assai frequentemente. Il cane dovrà essere premiato molto spesso con premi molto gradevoli, assolutamente da evitare di inseguire il cane. Da evitare infine punizioni involontarie quando il cane risponde esattamente ad un comando. Ad esempio il cane dopo essere stato richiamato arriva, il proprietario prontamente gli mette il guinzaglio e lo porta a casa invece di premiarlo e coccolarlo.


Abbaiare per noia, senza motivo o per richiedere attenzioni, anche questo problema rientra tra quelli generalmente denunciati dovuti alla cattiva gestione. In genere questo abbaio si apprende, può essere eliminato con una tecnica di contro-condizionamento. Se l’abbaio e’ rivolto unicamente alla richiesta di attenzioni, bisogna ignorare completamente, poiché anche un rimprovero significa per il cane ottenere attenzioni.

Rubare gli oggetti, graditissimo passatempo per molti cani, e’ un’altra problematica assai frequente legata sicuramente alla gestione dell’animale. Generalmente il proprietario accorgendosi che il proprio cane ha preso un oggetto inizia ad inseguirlo, il cane interpreta questo comportamento come un gioco e tenta di ripeterlo ogni giorno. Sbaglia nel modo più assoluto il proprietario che, innervosito punisce il cane dopo avergli ripreso l’oggetto, spaventandolo, in futuro potrebbe reagire in maniera aggressiva se ci si avvicina quando e in possesso di qualche oggetto.
Come ci si comporta in questi casi? Innanzitutto il cane non deve essere rinforzato per aver rubato. Anziché punirlo o inseguirlo e’ molto più semplice insegnare al cane di lasciare l’oggetto a comando, una volta lasciato l’oggetto rubato il cane va premiato in maniera opportuna.
 

 

Da quanto esposto si evince che sarebbe tutto più semplice se il potenziale proprietario di un cane venisse erudito propedeuticamente sulla gestione dell’animale, prima di adottare un cane, proprio per evitare di sbagliare, compromettendola relazione e inibendo il cane ad esprimere tutta la sua diversità .


Giusy Mazzalupi
Etologa

Rivista ENCI: i nostri cani giugno 2017


 
Andrea
CUCCIOLI e ALLEVAMENTI
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