Il Lieto Evento (Parto) . . .

martedì 19 agosto 2014
 
Il Lieto Evento (Parto) . . .

La femmina del cane va in calore (estro) solo una volta nella sua stagione riproduttiva. Il primo calore avviene intorno al sesto/decimo mese di vita a seconda della razza, della taglia e dell’ambiente climatico dove vive. In seguito andrà in calore più o meno ogni sei/sette mesi cioè, in condizioni normali, due volte all’anno. Il ciclo riproduttivo può essere suddiviso in quattro fasi: 1) pro-estro dura circa nove giorni in cui la vulva diventa gonfia e si hanno perdite ematiche 2) estro o calore sempre di circa nove giorni in cui la vulva è al massimo delle dimensioni e le perdite diventano più chiare; intorno al secondo/terzo giorno si ha l’ovulazione quindi la massima fecondità e la cagna accetta o addirittura cerca il maschio che la copre con alta probabilità di ingravidarla; 3) diestro o metaestro, dura due/tre mesi dopo l’estro e si ha se la cagna non è gravida; in questo caso si può manifestare una gravidanza isterica che da luogo ad una situazione ormonale simile a quella di una cagna in cinta e va affrontata con l’aiuto del Veterinario; 4) anaestro è il periodo di inattività sessuale tra i due cicli. Se una cagna, matura sessualmente e in buone condizioni fisiche, si accoppia con un maschio, in capo a due mesi è molto probabile il lieto evento. Il periodo migliore per l’accoppiamento è tra l’undicesimo e il tredicesimo giorno dall’inizio elle perdite ematiche (pro-estro). LA GRAVIDANZA La gravidanza dura mediamente 58/63 giorni ma, a seconda della razza e della taglia, può durare fino a 68/70 giorni. Se il periodo si prolunga oltre è da considerare patologico può essere dovuto a poca vitalità dei feti, condizioni ambientali sfavorevoli (rumore, passaggio, confusione) oppure per la così detta “sindrome da cucciolo singolo” che, essendo solo cresce troppo rispetto alle disponibilità di ossigeno della placenta, diviene ipovitale e muore. La diagnosi di una gravidanza in atto si può fare intorno al 30 giorno tramite alla palpazione addominale, attorno a 21/30 giorni mediante ecografia che permette di valutare la vitalità e lo stato di sviluppo dei feti. Nei primi 30 giorni di gravidanza la cagna non presenta particolari sintomi e nemmeno variazione nell’aspetto; verso il 50 giorno si iniziano a vedere delle variazioni comportamentali e fisiologiche, come la diminuzione dell’attività fisica, maggiore ricerca della compagnia del proprio padrone,, aumento dell’appetito, ingrossamento dell’addome e aumento di volume delle mammelle che iniziano a perdere del liquido biancastro. IL PARTO E L’ALLATTAMENTO In prossimità del parto la cagna diventa irrequieta e cerca un posto tranquillo per partorire. Giunto il momento, spesso richiede la nostra presenza, si notano tremori dei muscoli addominali e respiro affannoso; poi si sdraia su un fianco si lecca la vulva e sono evidenti e contrazioni dell’addome. L’espulsione dei feti si succede a intervalli molto variabili da 30 minuti a circa un’ora. Ci possono essere dei tempi più lunghi nella cagne al primo parto, di piccola taglia o, se l’ambiente non è tranquillo; in questo caso la cagna può anche interrompere il parto e riprenderlo quando le condizioni sono più favorevoli. Generalmente il tutto non deve durare più di 24 ore, superate le quali è meglio chiamare un Veterinario. Una volta espulsi i feti, in genere la cagna provvede a strappare la placenta che può essere mangiata e a recidere il cordone ombelicale; se non riesce da sola dobbiamo intervenire lacerando il sacco che avvolge i cuccioli e tagliando il cordone ombelicale a circa 10 cm dalla pancia usando forbici sterilizzate con acqua bollente ed esercitare una pressione della parte finale per determinare l’emostasi della vena ombelicale. Se il naso del cucciolo presenta molto muco è necessario asportarlo con una pezzuola bagnata per permettergli di respirare bene. Terminato il parto la madre inizia a leccare i cuccioli e li avvicina alle mammelle per facilitarne l’attacco. Nelle cucciolate numerose bisogna stare attenti che la madre non li schiacci e che riesca ad allattarli tutti a sufficienza, altrimenti bisogna integrare con latte artificiale con il biberon. I cuccioli poco alimentati sono irrequieti, se fanno fatica ad attaccarsi alle mammelle, bisogna aiutarli avvicinandoli. E’ importante che tutti i cuccioli succhino il primo latte (colostro) perché è ricco di anticorpi che la madre passa ai cuccioli nei primi 60 giorni di vita. Fonte Bibbliografica: Pets & The City – Articolo di Silvia Lupi (Medico Veterinario)


 
Andrea
CUCCIOLI e ALLEVAMENTI
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