Il parto e l'allevamento dei cuccioli

lunedì 16 gennaio 2017
 
Il parto e l'allevamento dei cuccioli

La durata della gestazione è generalmente 9 settimane ,ma non sempre è stato o sarà così ,perché certe fattrici partoriscono prima, altre dopo di tre o quattro giorni o anche di una settimana. In ogni caso il parto imminente è avvertito da un’alterazione della temperatura corporea  o dal digiuno della fattrice o dal suo nervosismo.

La sventrata ha una durata variabile anche se ,di regola, avviene con il parto di un cucciolo ogni ora. Mi ricordo del parto tragico di una cagna ,alla quarta gravidanza, che ,dopo aver partorito i primi tre regolarmente , continuò a spingere in silenzio ,senza che niente uscisse per almeno tre ore . L’intervento del chirurgo  ,fatto intervenire con urgenza ,dopo la terza ora, fece uscire ,come quarto, un ‘’mostro’’ ,morto e della dimensione di tre volte gli altri, che aveva ostruito il canale .I quattro che seguivano il mostro vennero tirati fuori vivi  , ma avendo sofferto a spingere senza esito, tre di questi vennero perduti quasi subito e ne sopravvisse solo uno. La fattrice ebbe un blocco cardiaco e venne slavata per miracolo.

Questa triste esperienza mi indusse a sacrificarmi ed a tentare di assistere a tutti i parti perché evidentemente se non fossi stato presente avrei perduto fattrice e cucciolata ,mentre se avessi avuto un’esperienza del genere in precedenza ( non mi era mai accaduto di avere una fattrice con in grembo un ‘’mostro’’) avrei fatto intervenire prima il chirurgo e avrei salvato tutto ,anziché la parte che salvai comunque con la mia presenza.

Quando la fattrice partorisce regolarmente ,ogni nuovo nato esce avvolto nel suo sacco di pelle sottile ( la placenta) che viene immediatamente rotto dalla fattrice che inizia così a leccare il cucciolo per asciugarlo capita che qualche volta nel rompere con i denti il cordone tronchi anche la coda del cucciolo  o ,come mi è capitato, laceri il punto di attacco del cordone all’ombelico del cucciolo. In entrambi i casi avremo:nel primo caso un cucciolo che una coda deforme ,e nel secondo un cucciolo con una grossa lacerazione a livello dell’ombelico con il rischio di perderlo per un’emorragia o un’infezione.

Dopo che il primo cucciolo è stato pulito ,alcuni lo separano momentaneamente dalla madre ponendolo vicino ad una fonte di calore e così di seguito fino alla fine del parto ,io ho optato ormai da oltre 20 anni, per l’utilizzo di una lampada di quelle che si usano per i pulcini, che tengo accesa sopra la fattrice partoriente ,sia durante il parto ,sia per molti giorni successivi. Il sistema adottato mi ha dato soddisfazioni avendo notato che i cuccioli appena puliti , tentano di attaccarsi ed alla fine si attaccano alle mammelle della madre ,senza traumi e senza il pericolo che la fattrice con i dolori del parto li possa schiacciare ,cosicchè consiglierei di togliere i cuccioli solo se il parto si presenterà difficile.

Durante i primi giorni che seguono si inizierà a dare alla madre il mangime ,semmai bagnandolo con un po’ di latte ,che poi useremo per lo svezzamento dei cuccioli , perché è già completo di tutti i i sali e le vitamine la cui composizione bilanciata è stata messa a punto dai mangimisti negli ultimi anni. In antico e fino la dopoguerra si dava alla fattrice della farina d’avena cotta in un brodo di carne o di testine di agnello o di vitello.

Il numero dei cuccioli che si potrà lasciare alla madre dipenderà dalla sua età e costituzione . Mi è capitato che una fattrice piuttosto giovane partì 9 cucciolo e vidi quasi subito che erano troppi per lei ,così ne detti due a una nutrice ,che per avventura era rimasta con un solo cucciolo, che li accolse direi ,con entusiasmo .(il rischio è che non tutte le nutrici li accolgono)con il risultato che a 60 gg ,a svezzamento, i due della nutrice erano più grandi degli altri sette. La pratica è comunque  vincente perché consente non solo disalvare ,ma anche di crescere bene la cucciolata.


 
leonardo
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