Il Temporale e i Cuccioli

venerdì 13 dicembre 2013
 
Il Temporale e i Cuccioli

I criteri diagnostici per la fobia dei rumori includono risposte al rumore esagerate, improvvise, intense, assolutamente non graduali, manifestate generalmente come forte impulso a fuggire. Spesso c’è una relazione fra le fobie dei temporali e i rumori. La fobia dei temporali può essere un caso particolare di fobia per i rumori (alcuni cani sono reattivi solo nei confronti dei temporali, ma non di altri rumori). Per entrambe le fobie (rumori e temporali) le reazioni dei singoli soggetti possono essere diverse, generalmente si osserva tremore, minzione, defecazione, salivazione, affanno, aumento dell’esplorazione, aumento o diminuzione dell’attività motoria, tendenza a nascondersi, vomito, distruzione, vocalizzazione. Per prevenire la paura dei rumori sarebbe necessario lavorare sulle prime esperienza di vita del cucciolo, ottime dovrebbero essere le condizioni di allevamento, molto utile abituare i cuccioli ai rumori già all’apertura del condotto uditivo (20-21 giorni) con condizionamento positivo di una mamma, sicuramente non fobica, che contribuirà a rafforzare positivamente l’apprendimento, potrebbe essere utile far ascoltare ai cuccioli tutti i rumori che inevitabilmente sentirà dopo, fino a 60 giorni, magari riprodotti in un Cd, dunque in un periodo cosiddetto “sensibile” in cui i piccoli apprendono molto associando esperienze positive. L’allevatore è il principale responsabile del futuro dei cani che alleva, sia nella scelta della tipologia di allevamento, che nella scelta del patrimonio genetico dei propri riproduttori, considerando che proprio la genetica gioca un ruolo fondamentale, in molte razze da lavoro e da caccia Willis già nel 1989 distinse linee di cani “sensibili ai rumori” e “non sensibili ai rumori”. Tali paure verso i rumori, compreso lo sparo, problematica spesso diffusa tra che pratica la caccia, possono essere fortunatamente trattate dal punto di vista comportamentale. Il trattamento di questi disturbi implica un intervento che modifichi il comportamento dell’animale, ma anche quello del proprietario. Infatti quest’ultimo deve imparare a non premiare mai più seppur inconsapevolmente la risposta fobica del cane. Spesso accade che si premi la paura pensando di rassicurare il cane, che si sente ricompensato (dalla carezza o dalla frase “bravo, non succede niente”) proprio nel momento in cui è molto stressato, l’ansia del cane tende dunque inevitabilmente a peggiorare. Il padrone deve invece calmare il cane senza rassicurarlo, ad esempio distraendolo invitandolo al gioco. Nel programma di modificazioni comportamentali passive i proprietari devono stimolare i cani a sedersi e a rilassarsi nella vita quotidiana (esercizi di calma). Rafforzare i comportamenti di rilassamento e il cambiamento fisico e fisiologico che li accompagna costituisce la parte più importante dei programma di modificazioni comportamentali nel trattamento di ogni tipo di ansia. Ricordiamo che spesso la fobia dei rumori è associata ad un altro disturbo assai diffuso, l’ansia da separazione. Possono essere fatti diversi esercizi pratici Desensibilizzazione sistematica e controcondizionamento: vengono riprodotti i rumori e premiate le risposte positive. Terapia di rilassamento I proprietari devono osservare il proprio cane, individuando tutti i sintomi di stress, con conseguenti esercizi di calma nel corso della giornata. Incoraggiare un comportamento di deferenza Si devono evitare di premiare comportamenti fobici, incoraggiando costantemente un comportamento di deferenza, tutti ciò è realizzabile insegnando al cane “seduto”, “resta” ed essere calmo e rilassato se vuole ottenere ciò che vuole (cibo, premi, carezze, poter entrare o uscire …..). Utilizzo della gabbia Molti cani ansiosi rispondono assai bene quando gli si offre uno spazio ristretto dove possono sentirsi sicuri (“tana”, “rifugio”). Altri cani si spaventano di essere messi in uno spazio chiuso, questi non dovrebbero mai essere costretti ad entrare in gabbia. Mettere in gabbia un cane non dovrebbe mai avere una finalità punitiva, gabbie e stanze sicure devono essere aree dove il cane è contento e si sente tranquillo. Localizzazione aree di sicurezza Alcuni cani si comportano meglio se hanno la possibilità di osservare il mondo esterno e diventano meno ansiosi se dalla gabbia riescono a controllare. I cani con fobia per i temporali non dovrebbero essere lasciati in un recinto all’aperto: Seppur la terapia comportamentale richiede tempo e molta volontà da parte del proprietario, generalmente porta a risultati soddisfacenti, è molto importante intervenire tempestivamente in modo che il problema sia risolto più facilmente e con un trattamento di breve durata. Art. di Giusy Mazzalupi Tratto dalla rivista “Cani” Enci di ottobre 2012


 
Andrea
CUCCIOLI e ALLEVAMENTI
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