L’IMPRINTING MATERNO

giovedì 28 settembre 2017
 
L’IMPRINTING MATERNO

Si sente spesso parlare dell’imprinting che dovrebbe dare la madre ai cuccioli, e diverse persone quando vengono a prenotare il loro nuovo compagno di vita mi chiedono di tenerlo anche oltre i due mesi “per farlo stare il più a lungo possibile con la mamma”.

Io i miei cuccioli li ho sempre slattati a 30 giorni, mettendo con loro la mamma un paio di volte al giorno per farli allattare per ancora una decina di giorni. E mi sono sempre chiesta quale imprinting dovrebbero dare queste cagne ai loro cuccioli…..

Allevo collie e border collie. Le collie dopo 30 giorni sono arcistufe di questi cuccioli, dei loro dentini aguzzi e delle unghiette e come possono scappano a gambe levate. Le border sono un poco più pazienti ma anche loro per farli smettere di maltrattare le loro mammelle rigurgitano la loro pappa col risultato che ai cuccioli viene la diarrea e loro, se continuassero così, diventerebbero magre e malconce specie dopo la fatica del parto e dell’allattamento.

I cani sono per noi dei compagni di vita ed il loro destino è quello di vivere con gli uomini, non con gli altri cani. Le loro mamme non devono cacciare per procurarsi il cibo, non devono cercare un rifugio quando piove, non devono difendersi da predatori in quanto sono nutriti abbondantemente, hanno una cuccia calda o il letto del padrone dove poter dormire beati e gli unici esseri da cui devono difendersi sono umani, gli stessi da cui deve difendersi il loro padrone.

Pertanto, a mio modesto avviso di allevatore e non di esperto in psicologia canina, l’imprinting il cucciolo deve averlo dagli umani per poter affrontare una vita umanizzata in loro compagnia. Per tale motivo cedo malvolentieri i miei cuccioli dopo i 60 giorni, a meno che non siano destinati a un altro allevatore presso il quale condurranno lo stesso tipo di vita che conducono qui da me. Soprattutto se sarà destinato a vivere in un appartamento cittadino, dovrà al più presto abituarsi ai rumori, di macchine, autobus, marciapiedi affollati, ambienti chiusi, nonché a pentole che cadono, bambini che urlano o genitori che litigano……

Gli stessi miei cuccioli, quelli che rimarranno in allevamento, vengono al più presto separati dai fratelli e cerco di dar loro il massimo imprinting sulle persone che lo circondano altrimenti rimarrà per sempre condizionato agli altri cani e, soprattutto se non di carattere dominante, sarà sempre sottomesso agli altri cani.

Ovviamente, come suppongo avvenga in tutti gli allevamenti, anche qui esistono delle gerarchie, di chi comanda e di chi subisce, ma il capobranco sempre e comunque devo essere io. E questo va fatto capire subito sia per evitare che un cane cerchi di prevaricarmi sia per dare sicurezza ai più deboli che sapranno sempre di avere un umano dalla loro parte in caso di prepotenza da parte di un loro compagno.

Circa due anni fa ho ritirato una cucciola di border collie come diritto di monta che intendevo tenere in allevamento. Questa cucciola aveva vissuto con la mamma fino a quando l’ho presa a due mesi. Ed è stato estremamente difficile avere la sua attenzione e stabilire un rapporto affettivo, in quanto era totalmente e unicamente attratta dagli altri cani. Tuttora ne è completamente presa e da brava border li “lavora” in continuazione. Cosa che accade sovente in questa razza, ma che lei fa con particolare caparbietà. Il suo allevatore mi ha poi detto che gli altri padroni hanno avuto lo stesso problema di affiatamento con tutti i cuccioli e che mai più li lascerebbe così a lungo con la mamma se dovesse rifare una cucciolata.

Sicuramente vi saranno dei motivi più profondi per i quali veterinari e studiosi consigliano di mantenere vivo questo rapporto stretto, ma nel mio caso, all’atto pratico, come molte altre cose dettate dalla teoria, questo si è dimostrato essere non solo inutile ma anche controproducente.

La stessa cosa potrei dire circa i test comportamentali fatti sui cuccioli: io segue i miei piccoli giorno per giorno, li osservo come poppano, come reagiscono al tocco della mano, come si avvicinano alle prime pappe, come giocano e man mano che crescono mi faccio una idea su quali sono le loro caratteristiche caratteriali e la loro predisposizione. Chi si è affidato a me per la scelta di un cucciolo che promettesse bene per il lavoro o avesse presenza in un ring di esposizione, raramente è stato deluso. Chi invece è arrivato armato di libri e di teorie, pupazzi, palline, straccetti e via dicendo spesso e volentieri si è portato via il più scadente. Perché magari quel giorno li il cucciolo migliore aveva mangiato troppa pappa e voleva dormire, o aveva litigato con un fratellino ed era imbronciato…….. mi fa sempre sorridere questa pretesa di poter riconoscere la potenzialità di un cucciolo con un semplice test di venti minuti.

Questa è la solita storia di chi i problemi li vive e di chi li studia. Penso che uno avrebbe bisogno  dell’altro per poter acquisire sempre nuove conoscenze. Non solo per i nostri cuccioli ma per tutto ciò che concerne la natura ed il mondo che ci circonda.

Ma purtroppo non è così.

Maria Teresa Garabelli


 
maria teresa
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