La Filariosi e La Lehismaniosi . .

venerdì 28 marzo 2014
 
La Filariosi e La Lehismaniosi .  .

Le zanzare del genere Culex sono responsabili della diffussione di un parassita chiamato Dirofilaria Immitis, che provoca una malattia molto grave : la Filariosi cardio-polmonare o Dirofilariosi. Il periodo durante il quale gli animali rischiano di contrarre la malattia è quello che va da marzo a novembre, periodo in cui, di solito, sono attive le zanzare. Tuttavia è molto difficile quantificare sempre con esatezza i mesi piùpericolosi, a causa dell’estrema variabilità del clima , che favorisce la comparsa delle zanzare , magari in seguito ad un improvvisa ondata di caldo. La Filariosi interessa prevalentemente il cane, ma può colpire anche canidi selvatici come volpe e coyote; felidi domestici e selvatici e il furetto. Il gatto si è dimostrato particolarmente resistente alla malattia e raramente si ammala, ma se questo accade il decorso è solitamente acuto e si può avere una morte improvvisa. E’ possibile la trasmissione dalla madre al cucciolo, attraverso la placenta, delle forme immature del parassita tuttavia queste ultime non potranno mai trasformarsi in adulti perche hanno bisogno di completare il loro ciclo vitale nel corpo della zanzara. Bisogna subito precisare che l’uomo non può essere colpito da questa malattia perche in esso il parassita non riesce a svilupparsi e quindi a completare il suo ciclo vitale diventando “adulto”. Le forme immature del parassita stesso, chiamate larve, vengono inoculate al cane tramite la puntura della zanzara, si accrescono nei tessuti del loro ospite e dopo 6-8 mesi si riversano nel sangue, raggiungendo, che consiste nella porzione destra del cuore ed arterie polmonari. SINTOMATOLOGIA La pericolosità di questa malattia è dovuta principalmente ai danni che i parassiti adulti provocano a livello cardiaco, ossia la dilatazione della parte destra del cuore e occlusione dell’aetreria polmonare. Il sintomo che possiamo riscontrare con maggiore frequenza nel cane è il facile affaticamento e l’intolleranza all’esercizio fisico. Altri sintomi appariscenti sono: apatia, appetito “capriccioso”, lento dimagrimento e spesso anche tosse. DIAGNOSI E TERAPIA: Se riscontriamo nel nostro cane dei sintomi sospetti è importante una repentina visita dal veterinario. In ogni caso è bene effettuare dei controlli annuali, preferibilmente nel mese di marzo, per assicurarci che il nostro amico a quattro zampe non abbia contratto l’infezione. La diagnosi può essere facilmente effettuata attraverso un prelievo di sangue don due modalità diverse tra loro. La prima, detta “esame a fresco”, ha lo scopo di verificare, attraverso il microscopio ottico, la presenza delle forme immature del parassita,(dette microfilarie) in una goccia di sangue. Tuttavia questa metodologia non permette di avere una diagnosi certa per il fatto che, anche se l’animale è infetto, non sempre possiamo trovare le microfilarie nel suo sangue. La seconda, certamente più attendibile consiste nell’utilizzo di un test molto rapido,che si può effettuare in qualsiasi ambulatorio veterinario.E’ utile fare anche una radiografia, o meglio una ecografia, per l’eventuale riscontro delle lesioni cardiache causate dalle filarie adulte a questo livello. Per quanto riguarda la terapia, esiste una cura efficace per questa malattia, che tuttavia presenta degli effetti collaterali non trascurabili.I principi attivi più utilizzati sono due: uno che agisce sia sulle forme immature che sulle forme adulte del parassita(chiamato melarsomina), un altro che invece è efficace solo sulle forme immature(chiamato ivermectina).L’utilizzo della ivermectina è sconsigliato in alcune razze come il Collie. il Border Collie, lo Shetland sheep dog e i loro incroci(in questi ultimi è utile somministrare il levamisolo o molecole affini all’ivermectina).Una settimana prima e fino a quattro settimane dopo il trattamento è fondamentale abbinare a questa terapia anche l’acido acetilsalicilico, che permette di ridurre gli effetti collaterali dovuti alla morte dei parassiti adulti. PREVENZIONE FILARIA Viste le problematiche non indifferenti che comporta la malattia, l’arma migliore che abbiamo è la prevenzione, a tal proposito in commercio esistono dei farmaci che contengono quasi tutti invermectina, che è efficace contro le forme immature del parassita e impedisce che queste si trasformino in adulti. Tali farmaci esistono in diversi formati: compresse o tavolette appetibili (che il proprietario deve somministrare ogni mese almeno da marzo a novembre, anche se sarebbe più conveniente non interompere mai durante tutto l’anno), iniezioni (che può invece somministrare solo il veterinario una volta all’anno). Esistono anche altri principi attivi efficaci reperibili in commercio sotto forma “pipette”, che si applicano una volta al mese al cane tra le scapole sia le compresse/tavolette, si possono trovare in confezioni diverse e quindi con differenti dosaggi di farmaco, in base al peso dell’animale e adirittura all’età (infatti esistono anche prodotti studiati apposta per i cuccioli) se si decide di utilizzare nella prevenzione le compresse o le pipette e importante non dimenticare di somministrarle e non tardare nemmeno un giorno, per evitare che il nostro amico a quattro zampe rimanga “scoperto” e quindi facilmente aggredibile dalla malattia. La Leishmaniosi canina La leishmaniosi canina è una malattia infettiva causata da protozoi del genere Leishmania, veicolati da un insetto chiamato “flebotomo” (o “pappatacio”), molto piccolo (è lungo circa 2-3 mm) e di colore giallo. La trasmissione avviene in questo modo: i flebotomi inoculano nella cute dei corpuscoli detti promastigoti. Questi, appena entrati nell’organismo, vengono attaccati dai macrofagi (le cellule deputate a inglobare e quindi distruggere gli agenti infettanti): a questo punto si trasformano in “amastigoti” che si riproducono per scissione fino a riempire il macrofago e a distruggerne le pareti. La leishmaniosi induce uno squilibrio immunologico che lascia il cane indifeso contro gli attacchi di qualsiasi agente patogeno. Anche questa malattia, purtroppo, ha spesso un esito infausto. Purtroppo c’è una sintomatologia talmente vasta che raramente si riesce a individuare al primo colpo la malattia. Il tempo di incubazione è lunghissimo (fino a un anno) e gli unici indizi davvero probanti sono alcune manifestazioni cutanee particolari (per esempio la rarefazione del pelo intorno agli occhi, detta “segno degli occhiali”) e la crescita abnorme delle unghie (onicogrifosi), che però non sempre si manifestano. Molti altri sintomi, cutanei (dermatite, forfora, prurito, ingrigimento del pelo) e non (congiuntivite, dimagramento, inappetenza o eccessiva voracità) sono comuni a un numero così elevato di patologie che il veterinario non ha un compito facile nell’individuarli. Clinicamente sono poi abbastanza frequenti (ma non sempre presenti) l’ingrossamento dei linfonodi e della milza. La febbre, citata da quasi tutti i testi che parlano di leishmaniosi, in realtà non sempre si manifesta, se non nelle rarissime forme acute, mentre nelle fasi avanzate della malattia è frequente l’ipotermia. Per una diagnosi certa, sia di filariosi che di leishmaniosi, è indispensabile l’analisi del sangue, che si consiglia di richiedere sempre al proprio veterinario in presenza di sintomi poco chiari. Di leishmaniosi, purtroppo, non si guarisce: le terapia più utilizzate sono a base di antimoniato di n-metilglucamina (Glucantim®) ed allopurinolo (Zyloric®). La terapia non ottiene lo stesso effetto su tutti i cani: alcuni reagiscono egregiamente, ma su altri non c’è un effetto apprezzabile e la malattia prosegue il suo tragico corso come se non ci fosse stata alcuna cura. Per la leishmaniosi non esiste alcun prodotto capace di bloccare l’azione dei parassiti una volta che siano penetrati nell’organismo: quindi la prevenzione deve avvenire a monte, facendo in modo che il cane non venga punto dai flebotomi. I due prodotti antiparassitari specifici contro questi insetti sono l’Expot® (in forma di “spot-on”, ovvero di “pipetta” contenente un liquido da spremere sulla cute – tra le scapole – dove verrà gradualmente assorbito) e lo Scalibor®, che è invece un collarino; In aggiunta a questi prodotti si possono usare repellenti come il “Fly away”®, da spruzzare sul pelo: il suo odore risulta sgradevole agli insetti. La Lehismaniosi è una malattia gravissima e mortale, quindi assolutamente da NON sottovalutare. Esistono zone tradizionalmente a rischio (per esempio Liguria, Toscana, Sicilia), ma ormai non si può più considerare esente da rischi nessuna zona d’Italia, escluse forse quelle di alta montagna in cui non c’è mai una temperatura sufficientemente alta per consentire la vita dei flebotomi. Purtroppo gli insetti ormai viaggiano in auto, pullman, nave…esattamente come noi (anzi, “con” noi), e si spostano da una parte all’altra d’Italia con la massima disinvoltura. La prevenzione è consigliabile ovunque.


 
Andrea
CUCCIOLI e ALLEVAMENTI
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