Sindrome brachicefala

martedì 18 settembre 2012
 
Sindrome brachicefala La sindrome brachicefalica è definita come ostruzione delle prime vie respiratorie a causa di patologie congenite. Provoca sintomi evidenti che spesso però vengono considerati solo quando la situazione del cane è ormai grave. I cani brachicefali sono un gruppo di razze di taglia medio piccola, con una particolare conformazione del cranio. Sono Carlini, Bulldog Inglese, Bouledogue, Dogue de Bordeaux, Boxer, ma non solo. La regione del muso infatti si presenta abbreviata, hanno spesso dei difetti anatomici, che portano a difficoltà respiratorie con gravità variabile: narici strette (stenosi), palato molle abbondante (ipertrofia), collasso della laringe, trachea con diametro ridotto (ipoplasia). Questo condiziona fortemente la respirazione del cane. In molti esemplari delle razze più colpite ,la conformazione delle cartilagini che sostengono le prime vie respiratorie è patologicamente alterata a causa di problemi congeniti, cioè già presenti alla nascita, ma che si manifestano con l’età, solitamente entro i due anni. Questi difetti provocano una riduzione del flusso d'aria che entra durante la fase inspiratoria, che si manifesta con una respirazione rumorosa e affannosa , stridori tosse, vomito o rigurgito a vuoto dovuto agli accessi di tosse e, specialmente sotto sforzo o con le alte temperature, cianosi (lingua blu) e collasso. I rumori che il cane emette respirando, come se russasse anche se è sveglio, sono già un segno della presenza del problema, ma è anche intollerante al movimento, e può anche collassare durante l’esercizio fisico. E’ indispensabile ridurre l’attività fisica, e ridurre anche il peso nei soggetti tendenti all’obesità. I sintomi si manifestano maggiormente con le temperature più alte, quindi il cane sembrerà stare meglio in inverno, ma col passare degli anni i sintomi si aggraveranno comunque. Si potrebbe avere un peggioramento dei sintomi, per l'infiammazione e l'edema della mucosa e anche con gli sforzi minori (anche il semplice fare le feste) si possono avere dei collassi. Chi ha un cane a muso corto, dunque, è bene che lo sottoponga a visita se nota poca vivacità, facilità all’affaticamento o un respiro particolarmente rumoroso. In caso di cianosi (lingua blu) o di collasso (quando perdono conoscenza) bisogna recarsi dal veterinario, per effettuare le terapie del caso. La visita comprende una visione diretta delle narici e degli esami radiografici; va quindi eseguita una endoscopia in anestesia generale per valutare la laringe e la trachea. Non tutti i difetti si presentano sempre insieme: stabilito quale o quali siano i difetti presenti è possibile effettuare una correzione chirurgica (plastica delle narici, riduzione del palato molle etc.) Se l’intervento è precoce ai primi sintomi, viene garantito il benessere del cane evitando che le condizioni rendano inevitabile l’intervento anche se lo stato di salute del cane non è più ottimale. E' consigliabile intervenire precocemente, al comparire dei primi segni di disagio respiratorio. La prognosi è buona se i difetti sono correggibili chirurgicamente, come avviene nella maggioranza dei casi. Il collasso laringeo rappresenta l’ultimo stadio dei cani affetti dalla sindrome brachicefalica. Le cartilagini patologiche ormai hanno perso ogni capacità di movimento, le prime vie respiratorie sono praticamente ostruite ed il respiro e molto difficoltoso. E’ raro che questi sintomi siano già presenti nei cuccioli ma può capitare. Nel caso venga diagnosticato il collasso laringeo, l’unica terapia è chirurgica, diversa a seconda della gravità del collasso . L’intervento, è generalmente ben tollerato dal cane ; nei soggetti più giovani che non hanno ancora terminato l’accrescimento (sotto i sei mesi), è possibile che il problema si possa ripresentare dopo l’intervento, perché le cartilagini possono ricrescere.
 
Paola
Bull The Boss
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