Suggerimenti per la corretta gestione del cucciolo

domenica 9 novembre 2014
 
Suggerimenti per la corretta gestione del cucciolo

Introduzione
Questi appunti hanno lo scopo di aiutarci a rispondere alle domande più frequenti che il nuovo proprietario di un cucciolo di Labrador si pone per cercare di far crescere e gestire al meglio il nuovo arrivato. Non saranno certo esaustivi, né hanno la pretesa di rispondere a tutto ma ci auguriamo che siano almeno un giusto inizio.
L’allevamento de Georgofili
Il nostro allevamento, riconosciuto ENCI-FCI nel 2000, è di tipo familiare/amatoriale ma proprio per questo cerchiamo di metterci dentro tutta la professionalità necessaria al mantenimento e al miglioramento delle caratteristiche tipiche della razza ed alle migliori aspettative di vita che il nostro animale ha il diritto di avere.
Facciamo solo una o due cucciolate l’anno e lavoriamo principalmente sulle linee di sangue color chocolate selezionate per partecipare alle esposizioni di bellezza, anche se ci piace far presente che i nostri cani sono più volte stati adottati con successo per le attività venatorie (per le quali la razza è nata!) e per la ricerca persone dalla Protezione Civile di Prato.
Per vostra curiosità il nome “de Georgofili” prende spunto dall’antica Accademia dei Georgofili di Firenze, dove fra l’altro io, come dottore agronomo, ho mosso i primi passi nel mio lavoro professionale.
Caratteristiche della razza
Le principali caratteristiche del Labrador sono il pelo, la testa e la coda, il temperamento.
Il pelo è caratterizzato dall’avere un folto sottopelo che tende a mantenere la cute asciutta e calda anche nell’acqua fredda e da un pelo di copertura che ha una maggiore consistenza, lucido, che non permette all’acqua di penetrare e conferisce al mantello questa sua caratteristica di idrorepellenza. In genere si mantiene pulito da solo e non necessita di particolari cure. Due volte l’anno è però soggetto a muta e dobbiamo aiutare il rinnovo asportando il pelo morto con le apposite spazzole.
Il colore originario della razza è il nero, poi è apparso il giallo ed infine, più di recente, il marrone, o meglio cioccolato. Essendo il colore del labrador regolato da una coppia di alleli (EEBB), il labrador di color nero geneticamente può essere portatore del gene per il giallo (EeBB) e per il cioccolato (EEBb) o per entrambi contemporaneamente (EeBb); il labrador di color giallo (eeBB) può essere portatore del cioccolato (eeBb); il cioccolato (EEbb) può essere portatore del giallo (Eebb). Giusto per concludere quindi i labrador giallo e cioccolato non possono essere portatori del colore nero ma se accoppiati con un labrador nero, potrà sempre apparire qualche cucciolo nero nella cucciolata. Infine la combinazione genetica con i quattro geni recessivi (eebb) da vita ad un quarto colore, detto “dudley”, che presenta pelo giallo e pelle marrone: questa combinazione non è ammessa dallo standard di razza (pertanto i cani di questo colore non possono partecipare alle esposizioni di bellezza) ed è uno dei motivi per il quale si cerca di evitare gli accoppiamenti fra cani di colore giallo (o portatori) con quelli di colore cioccolata (o portatori).
La coda viene descritta dallo standard come una coda da lontra, quindi si deve presentare con una base larga per assottigliarsi gradualmente a forma di cono. Senza frange, non deve essere portata curva sul dorso ma in linea con la linea dorsale.
La testa ha una linea pulita, con orecchie aderenti portate laterali. L’espressione deve essere sempre attenta ed intelligente e denotare un temperamento amichevole e sempre allegro. L’occhio può essere più o meno scuro, meglio se scuro (sempre ovviamente in rapporto al colore del mantello).
Il temperamento del labrador è gioioso e sempre ben disposto verso le persone e verso i propri simili. Senz’altro è un cane che ha bisogno di una vita attiva ed è reso felice dal contatto con il proprietario. Non ama essere lasciato solo per molto tempo e in questo senso bisogna fare attenzione perché se lasciato troppo tempo da solo o frustrato per non poter sfogare la sua illimitata allegria, può diventare distruttivo in casa o in giardino. 
Altra caratteristica è quella di prendere in bocca e di riportare qualsiasi cosa trovi per terra, in casa o fuori. Sono cani estremamente pazienti con i bambini e ottimi cani di famiglia oltre che instancabili ausiliari per la caccia e soprattutto per il riporto. Non sono assolutamente cani da guardia o con l’istinto della proprietà ma sono una delle razze più intelligenti e versatili per l’addestramento altamente specializzato, dalla ricerca di persone e oggetti (anche droga, esplosivi, soldi, ecc..) ai ben più complessi lavori di guida (per ciechi, invalidi, ecc..). Sicuramente in loro compagnia la pet-therapy è sempre attiva!
L’alimentazione
Il labrador ha necessità di crescere lentamente e senza fare molto moto ma una volta adulto bisognerà garantirgli un esercizio fisico costante per evitare di impigrirsi e di ingrassare eccessivamente. Inoltre è una razza delicata per il corretto sviluppo delle articolazioni (parleremo più avanti delle displasie) e pertanto, oltre ad evitare troppi sforzi e microtraumi al cucciolo in crescita, è fondamentale una corretta alimentazione.
Il mio consiglio è sempre quello di usare mangimi secchi bilanciati. Sono pratici, facili da dosare e, se di buona qualità, non necessitano di essere integrati con niente.
In allevamento usiamo per i cuccioli il mangime “Royal Canin Labrador Junior” in alternativa raccomandiamo anche il “Royal Canin Maxi Junior” ma ce ne possono essere molti altri di ottima qualità ed ognuno, magari con l’ausilio anche del proprio veterinario, è bene che scelga per praticità quello che gli è più conveniente.

Schema di alimentazione nel caso si utilizzi:
“Royal Canin Labrador Junior”


Età - Peso del cucciolo - Quantità giornaliera per cucciolo femmina - Quantità giornaliera per cucciolo maschio
2 mesi - 6 kg - 225 gr - 225 gr
3 mesi - 10 kg - 280 gr - 300 gr
4 mesi - 14 kg - 300 gr - 330 gr
5 mesi - 16/18 kg - 330 gr - 380 gr
6 mesi - 17/20 kg - 380 gr - 430 gr
7 mesi - 18/22 kg - 380 gr - 430 gr
8 mesi - 20/25 kg - 350 gr - 400 gr

Le dosi sono giornaliere ed il cucciolo, fino ai 3 mesi, è bene mangi tre volte al giorno, per poi passare in seguito a sole due volte al giorno. La dose giornaliera indicata nella tabella va quindi suddivisa in proporzione a seconda di quante volte lo si somministra, in modo che il totale indicato sia raggiunto come totale giornaliero.
Queste quantità sono comunque da considerarsi dosi di massima e sarà il vostro veterinario a dirvi di volta in volta se la quantità di cibo è adeguata.
Soprattutto durante la crescita è bene che il cane non sia in sovrappeso, senza per questo affamarlo. Una volta arrivati agli 8-10 mesi sicuramente si potrà passare ad un alimento per adulti e tutto sarà più facile.
Acqua fresca sempre a disposizione.

La salute
Il Labrador è una razza sostanzialmente rustica che non ha grandi problemi ma essendo molto diffusa si sono anche moltiplicati i problemi nati da “allevatori” poco attenti, e mi riferisco evidentemente alla patologie di origine genetica, come lo sono la displasia, le oculopatie congenite, alcune cardiopatie ed altre tare fisiologiche.
Se avete preso un cucciolo sarà impossibile garantire al 100% che non ci saranno problemi ma è altresì certo che la sanità ed i controlli sui genitori rappresentano la migliore delle partenze.
Alla consegna il cucciolo deve essere dotato di un libretto sanitario dove il nostro veterinario di fiducia (Dott.ssa Barbara Carminiani di Donoratico, tel.: 0565 774171) ha annotato i risultati della visita medica generale, gli interventi di sverminazione e soprattutto i vaccini obbligatori eseguiti, con l’annotazione della data successiva di quando deve essere fatto il richiamo.
Con questo libretto il vostro veterinario di fiducia saprà cosa fare e a chi rivolgersi in caso di eventuali dubbi.
Vorrei però adesso cogliere l’occasione e spendere due parole sul problema displasia perché tutti ne parlano ma troppo spesso è argomento su cui si fa molta confusione!
La displasia è una patologia dello sviluppo e pertanto nessuno può garantire un cucciolo di 2 mesi poiché la crescita scheletrica finirà superato l’anno di vita e buona parte dell’insorgere del problema può essere benissimo dovuto a cause “ambientali” occorse in questo periodo. La displasia dipende infatti sia da cause genetiche che da cause ambientali, anzi il coefficiente genetico è di 0,34 il che dovrebbe voler dire che per il 34% dipende dalla genetica per il restante 66% da come è cresciuto il cane.
In ogni caso l'allevatore ha il dovere di utilizzare riproduttori sani!
Ma attenzione: ci sono 5 classi certificate nell’esame della displasia e mentre i club di razza si sono autolimitati ammettendo alla riproduzione solamente i soggetti che rientrano nelle prime 3 classi, in Italia l'ENCI, che è l’organo ufficiale per la cinofilia, non prevede nessuna limitazione!
Poi esistono anche veterinari (alcuni ovviamente, non tutti) consenzienti che sottopongono i cuccioli a lastre periodiche e sono disposti ad operare cuccioloni con lievissime displasie (spaventando gli incauti proprietari), prospettando qualità di vita pessime per i cani non sottoposti ad interventi preventivi. La displasia diventa così per loro un vero e proprio businnes.
Tutto questo non vuol dire che non bisogna tenere conto del problema della displasia, ma che è bene prendere coscienza del ruolo che ognuno (allevatore, proprietario e veterinario) ha nel tenere sotto controllo la salute del proprio cane: nessuno vuole allevare soggetti con dei problemi, a che scopo? Anzi, la soddisfazione più grande per noi che alleviamo è veder crescere i nostri cuccioli forti, sani e belli!
Allora, Come ridurre i rischi di displasia?
Se l'eventuale insorgenza di questa patologia è dovuta a tre diverse tipologie di fattori:
1. Genetici
2. Alimentari (intesi come apporto nutrizionale da assicurare per una crescita corretta e bilanciata dell'organismo)
3. Ambientali (intesi come movimento e attività fisica)
Compito dell'allevatore sarà ridurre al minimo i rischi di ordine genetico, utilizzando riproduttori che siano stati controllati ufficialmente e risultati idonei alla riproduzione.
Compito e responsabilità del proprietario del cucciolo sarà invece ridurre al minimo i rischi ambientali e alimentari.
Proviamo a capire come:
1. Usare mangimi di ottima qualità (non tutte le marche di mangimi hanno la stessa qualità e alcune marche hanno diverse linee di prodotti di qualità, e quindi di prezzo, diverse) che gli garantiranno una nutrizione equilibrata e completa evitando alimentazioni iperproteiche, dosate nelle quantità adeguate, secondo la sua età, il suo peso e il suo metabolismo (allevatore e soprattutto il veterinario potranno aiutare molto in questo senso), in modo che il cucciolo non si ritrovi mai né sottopeso, né soprattutto in sovrappeso. Usando inoltre mangimi di opportuna qualità non saranno necessari integratori di calcio o vitamine.
2. Circa l’attività fisica, il cucciolo dovrà fare delle piccole passeggiate quotidiane o meglio, se possibile, delle piccole nuotate in modo da rafforzare la sua muscolatura (che ha il compito importantissimo di dare una mano alle articolazioni nel sostenere il corpo) senza affaticare le articolazioni. Il concetto da imparare è che quando cammina, tutto il peso del cucciolo si ripartisce correttamente sui 4 arti ma quando si muove in salita tutto il suo peso si distribuisce esclusivamente sulle anche e quando scende, lo stesso avviene esclusivamente sui gomiti. In quel caso quindi, anche e gomiti sopportano il doppio del peso per il quale sono dimensionati!
Attenzione allora ai muretti, alle poltrone e ai divani di casa, ai tronchi e ai dislivelli nelle passeggiate nei boschi, ecc. Per farlo salire o scendere dalla macchina, sarà sempre il caso di prenderlo in braccio.
NON dovrà assolutamente salire o scendere le scale. Fino all'età di 6 mesi compiuti, lo si porterà su e giù in braccio e, quando il suo peso sarà tale da rendere la cosa più problematica, lo si farà scendere o salire molto adagio, con l'aiuto del guinzaglio che andrà tenuto corto.
NON dovrà correre o stare per lunghi periodi su pavimenti scivolosi (le mattonelle e i pavimenti in marmo lo sono, soprattutto quando sono bagnate o quando il cucciolo ha le zampe bagnate).
NON dovrà correre come un pazzo, soprattutto su prati in discesa, e quando correrà a velocità normale e su un terreno stabile e sicuro (senza buche), lo dovrà fare in ogni caso per pochissimo tempo.
NON dovrà correre nel buio perché potrebbe incontrare buche o traverse che rischia di non vedere in tempo per evitarle.
NON dovrà passeggiare né correre in luoghi sassosi, dove il terreno instabile non gli permetterà di posare in appiombo i suoi arti, causando un attrito che logorerà le sue articolazioni.
NON dovrà giocare con cani più grossi di lui che rischiano di urtarlo in malo modo o "montarlo" (segno tipico di dominanza da parte del cane più grande), evitandogli sovraccarichi e/o urti sugli arti.
NON dovrà essere tirato per le zampe o preso in braccio in malo modo (da insegnare sempre, se si hanno bambini!).
In conclusione, una gestione oculata e controlli periodici aiuteranno a prevenire la maggior parte dei problemi e, laddove emergano, una diagnosi precoce spesso aiuterà a "recuperare" il cane senza interventi chirurgici, gestendo semplicemente l’alimentazione e l’attività fisica, a favore di un migliore recupero e costi decisamente più bassi.
L’educazione
L’ingresso in famiglia del nuovo componente è il momento fondamentale per cominciare a seguire alcune regole basilari, che ci permetteranno di vivere bene il nostro rapporto con il nuovo arrivato.
Nel caso in cui portiate a casa un Labrador cucciolo ricordatevi che, esattamente come i bambini piccoli, i cuccioli necessitano di dormire molto ed allo stesso tempo, quando sono svegli, sono delle furie scatenate che si aggirano per casa in cerca di tutti i possibili danni da combinare: per questa ragione si consiglia di approntare un recintino o una gabbia, dove poter far soggiornare il cucciolo durante la notte e durante tutti i momenti nei quali non potete dedicargli delle attenzioni, come si usa fare con i bambini, che vengono messi nel box a giocare, per evitare che possano farsi del male, gattonando per casa!
Il recinto o la gabbia non vanno assolutamente mai utilizzati come punizione, al contrario dovranno essere la “tana”, il rifugio, ed i cani vanno abituati in maniera graduale, magari con l’ausilio del cibo, ad apprezzare il loro giaciglio: un cane abituato a “fare la gabbia” non creerà il minimo problema durante lunghe trasferte in automobile, aereo e così via, e non si sentirà abbandonato a se stesso se dovrà passarci qualche ora, sia che si tratti di una manifestazione cinofila che di un post intervento chirurgico.
Allo stesso tempo, un cucciolo necessita di uscite frequenti, proprio per imparare a sporcare fuori: il metodo migliore è quello di prendere il cane in braccio direttamente dal recinto e di deporlo a terra, esattamente nel luogo nel quale volete che sporchi, soprattutto immediatamente dopo i pasti; se poi a questo rituale associate una parola, ad esempio io uso “libero”, vi sorprenderete di vedere il vostro cucciolo imparare velocemente a sporcare a comando, il che può essere veramente utile durante un’uscita piuttosto frettolosa, magari in una serata in cui diluvia!!!
Altro aspetto molto importante è quello della socializzazione del cucciolo, il che significa dedicargli del tempo per fargli conoscere il mondo che lo circonda: i rumori (l’aspirapolvere, le macchine che passano, la gente che parla etc.), le persone nuove, gli odori e tutto quello che farà parte della sua vita futura.
I primi mesi di vita di un cane sono fondamentali per l’imprinting, ovvero per fornire al vostro labrador tutti gli elementi che gli permetteranno di vivere in maniera serena, così da diventare un adulto equilibrato: i cani hanno un’ottima memoria e spaventi o eventi negativi capitati in giovane età possono poi sfociare in paure, che danno spesso origine ad atteggiamenti difficilmente gestibili e controllabili, tra i quali non ultima l’aggressività.
Altro aspetto molto importante per il cucciolo è l’abitudine ad essere toccato, coccolato e manipolato: sedetevi spesso accanto al vostro cane (per un cucciolo un adulto in piedi rappresenta una specie di gigante) e coccolatelo, cercando di farlo coricare a pancia in su, in segno di resa, abituatelo alla spazzolata quotidiana, a lasciarsi controllare occhi, unghie ed orecchie, il che si rivelerà molto utile nelle future sedute dal veterinario per esempio.
Gli strumenti fondamentali per comunicare con il nostro cane sono infatti il linguaggio del corpo ed il nostro tono di voce, non quello che diciamo, ma l’intonazione con cui ci esprimiamo: gli animali tra loro infatti comunicano principalmente tramite i movimenti e le posture che assumono e quindi per i nostri cani una serie di comandi “urlati” da noi umani non sortisce alcun effetto, se non quello di infastidire il loro sensibilissimo udito.
Cercate di prendervi del tempo per osservare il vostro cane e, poco alla volta, imparerete a capire esattamente cosa vi vuole comunicare: guardatelo mentre sbadiglia, si gratta, scodinzola, si butta a terra, inarca la schiena per invitarvi al gioco o inizia a correre in cerchi concentrici, come se fosse improvvisamente impazzito; fate attenzione alla posizione in cui tiene le orecchie e la coda e capirete se è in attenzione, annoiato, distratto, spaventato, sorpreso o in atteggiamento di difesa.
I Documenti
A scopo di riepilogo, riportiamo un elenco di quali sono i documenti ufficiali che accompagnano il cucciolo:
Anagrafe Canina. L’iscrizione all’anagrafe canina è obbligo di legge ed avviene a carico dell’allevatore e con l’applicazione del microchip. È certificata dal veterinario che ha provveduto all’applicazione tramite un documento che riporta i dati del cane, del microchip, e del proprietario.
Se il certificato di iscrizione è a nome dell’allevatore, questo è obbligato a provvedere insieme al cucciolo e al certificato in questione, anche il modulo del passaggio di proprietà da registrare alla ASL e che rappresenta il reale passaggio di proprietà del cucciolo a livello legale. Ogni verifica a questo livello deve essere fatta negli sportelli della propria ASL di competenza.
Pedigree. È la carta di identità del cane che ne certifica la razza e la genealogia (genitori, nonni, bisnonni, ecc.). La gestione in questo caso è a carico dell’ENCI (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana) ed il proprietario registrato su questo documento ha valore esclusivamente in riferimento alla registrazione di eventuali cucciolate e non alla proprietà legale del cane.
È compito dell’allevatore registrare i cuccioli all’ENCI per l’ottenimento del pedigree e lo si fa tramite due successive denunce:
1) entro 25 giorni dalla nascita con il Modello_A per denunciare accoppiamento e avvenuta nascita (che in genere è buona norma consegnare anche al nuovo proprietario del cucciolo, perché garantisce il riconoscimento ufficiale della cucciolata);
2) entro 90 giorni dalla nascita con il Modello_B per la richiesta del pedigree di ogni singolo cucciolo già identificato dal microchip e da un nome (che riporterà anche il nome dell’affisso nel caso l’allevatore sia riconosciuto dalla Federazione Cinofila Internazionale). In genere, se riesco, io aspetto di aver trovato un nuovo padrone a tutti i cuccioli prima di presentare la denuncia con il modello_B, così che il pedigree sarà stampato direttamente con il nome del nuovo titolare con il quale magari abbiamo anche concordato il nome ufficiale del cane. Se il cucciolo trova un nuovo padrone dopo i 90 giorni si dovrà semplicemente provvedere a compilare anche il passaggio di proprietà dell’ENCI (diverso ovviamente da quello della ASL per l’Anagrafe Canina).
Se tutto procede correttamente, il nuovo proprietario, dopo un po’ di tempo, riceve una comunicazione dall’ENCI (in genere un sms su telefono cellulare) che comunica che il pedigree è pronto e che lo si può ritirare presso gli sportelli di competenza della sede ENCI di zona. Per ritirarlo si dovrà pagare un bollettino.
Tutti i dati ufficiali registrati dall’ENCI, dal pedigree alle certificazioni dei controlli sanitari e sul DNA, dai risultati nelle esposizioni di bellezza o nelle prove di lavoro riconosciute fino alla discendenza, sono anche sempre visibili on-line sul libro genealogico on-line disponibile in Internet al sito ufficiale ENCI (www.enci.it), cercando nel menù l’accesso appunto al libro genealogico ed inserendo il nome del cane nella casella “Nome soggetto” e confermare la scelta quando il sistema ha trovato il soggetto. A questo punto finalmente vi appariranno il pedigree e tutte le altre informazioni ufficiali, semplicemente scorrendo e selezionando i fogli dello schedario nella pagina in alto.

Ma se tutto questo non vi fosse sufficiente esiste un altro modo sempre valido: CHIAMATEMI e cercheremo insieme informazione o il suggerimento più adeguato di volta in volta


 
Claudio
Allevamento de Georgofili
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