Un vecchio scritto di un grande cinofilo.

mercoledì 30 ottobre 2013
 
Un vecchio scritto di un grande cinofilo.

VINCENZO DANDOLO
Del governo delle pecore spagnuole e italiane e dei vantaggi che ne derivano, 1804

La greggia tornò al monte, i cani scopersero de&rsquo rottami fracidi delle divorate pecore, né tardò un momento ad incominciarsi la lotta tra il cane ed il lupo. Il lupo ha dovuto fuggire mettendo degli urli spaventevoli. Tante altre volte si sono sentiti degli urli vicino all&rsquoovile, ma ognuno può essere tranquillo quand&rsquoha uno o due cani della vera razza da pastori.
E&rsquo grandissimo l&rsquoattaccamento che il cane ha per le pecore, né il bisogno più pressante né il disagio maggiore possono determinarlo ad abbandonarle.
Il collo del cane debb&rsquoessere guernito di un collare di pelle, foderato di grossa tela, e munito di punte di ferro.
Fra tutti i cani che noi conosciamo non ne esistono altri che abbiano gli occhi infuocati veramente da spaventare come questi. La loro complessione è robustissima la loro forza è grandissima e la natura li ha provveduti di molto pelo affinché possano sopportare un vigoroso freddo.


 
Gabriele
dell'Antica Stirpe
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