Dieci minuti ….un quarto d’ora.

 
Dieci minuti ,un quarto d’ora al massimo. Giuro non ci metto di più. Chissà se è una fortuna o una dannazione vivere in un paesino come il mio. Avere la possibilità di essere in caccia in pochi minuti. Il divertimento non c’è che dire è sicuro , ma le corse affannate ,i minuti rubati solamente per visitare un posto che in quella stagione si è rivelato “sempre pieno”, che fatica! Da che è mondo e mondo le cose belle si devono faticare , poi novembre dura pochissimo. Tutto il ben di Dio che oggi c’è ,domani quattro colpi di vento due piogge se lo portano via. Allora giù dai, a fare almeno all’ora del pranzo quel posticino, poi ora che i cani sono in macchina anche l’altro li vicino . Se non lo faccio oggi chissà quando potrò tornarci. Come avevo potuto non attraversare la strada per tutti questi anni? Il mio bosco prediletto e quella linguetta di macchia di là dalla strada proprio sopra il fosso. Come era accaduto che la bramosia del beccacciaio mi aveva celato l’evidenza. Alla fine di quella stagione le regine incarnierate in quell’ angolino saranno undici. Un pezzo di macchia tagliata un paio di anni prima che confinava con la macchia più alta una linea invisibile ma sembrava avere la calamita per le scolapax. Dieci minuti ,sciolgo la Zoemi , conosce il posto almeno mi tolgo il dubbio se anche oggi c’è un nuovo arrivo. Vai. Il campano o meglio il suono del campano determina la profondità della cerca ,anche se non vedo il cane mi immagino perfettamente dove stà battendo adesso. La macchia è in forte pendio decido di fermarmi a metà. Ora il campano si fa più fiacco , ora non lo sento più. Forse la spinona beve. Forse stà facendo i bisogni . Attendo un attimo un breve fischio , la cagna è ferma .Sicuro. So che è poco distante da me e decido di rimanere in posizione senza andarle incontro. Qualche attimo ancora e la regina mi viene incontro ,è bellissima nel suo volo elegante in quel momento il suo pensiero è al cane che l’ha infastidita . Ma la caccia è brutale ,il mio piombo la spegne nel suo splendore e viene a cadermi a pochi metri . La spinona è già pronta al riporto , me la porge e riparte . Maniaco come tutti i beccacciai della protezione dei propri posti buoni ,metto in tasca la cartuccia e raccolgo anche le più piccole piume .Poi ne faccio un pallottino e come sempre lo nascondo sotto terra. Per buona pace degli altri cacciatori. Ma il campano non lo sento da qualche secondo . Il cane dove è? Attenzione . Lascio l’occultazione delle prove a dopo , adesso devo capire cosa succede . Eccola un’altra . Stessa traiettoria della prima ,non ho neanche ricaricato la doppietta . Ma la regina mi mostra il petto proprio come l’altra . Non la posso sbagliare. Infatti in pochi secondi ho due beccacce nel carniere . La Zoemi mi è già dappresso con la seconda in bocca .Presumo incredula quanto me . Riparte ,io aspetto non ho ancora fatto un passo dalla prima ,aspetto non si sa mai. Il campano adesso batte lento lento, mi abbasso per vedere il cane, sta scodando sulle fatte. Raccolgo la cartuccia ,le piume, eseguo il rituale che ora vado a completare rigirando più foglie possibili sopra le fatte delle beccacce. Le prove devono sparire. Questo angolo è mio e tale deve restare. Dieci minuti un quarto d’ora al massimo e neanche una rogata in faccia. Le prove occultate . Mi sembra quasi di aver commesso un reato. Ma novembre dura così poco , e i suoi frutti vanno colti quando è ora.
Ottavio
All.to del Buonvento Spinoni italiani

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