Le stagioni di una passione

 
Fin dalla più tenera età l’estate è la stagione che tutti attendono con molte aspettative perché è sinonimo di relax e divertimento. Il calendario biologico che sta dentro di noi si regola dalle scuole in poi in modo tale da dare libero sfogo alle nostre passioni proprio in questa stagione . Sostanzialmente poi questo modo di vivere ci accompagna per tutta la vita . A tutti. A tutti meno quelli che vanno per regine. Una cosa singolare che mi è capitata è che parlando di ferie con un distinto signore si vantava di poter scegliere i turni di vacanza indifferentemente durante l’estate, poiché il suo compagno di lavoro con cui doveva tener conto dei turni, inspiegabilmente da anni prendeva le sue ferie di novembre. Io gli chiesi se per caso era un cacciatore e il distinto signore mi rispose : altro che cacciatore ,un fanatico. Pensa che sulla scrivania tiene in primo piano le foto dei cani e dietro quella della moglie. Non continuai con le mie domande ma mi feci un’idea ragionevolmente precisa sul mistero delle ferie di novembre. Anche io da molti anni aspetto più l’arrivo di novembre anziché di luglio.Che ci posso fare non è una cosa voluta è successo e basta. Il mio calendario biologico si è spostato verso l’ autunno. Nervosamente ascolto le previsioni meteo in attesa prima delle piogge e poi del famigerato “abbassamentodelletemperature”. Ripasso mentalmente se ho tutto pronto per la stagione da affrontare . Scarponi, stivali , il vestiario, le cartucce . I campani accidenti quasi dimenticavo ,quanti né ho persi l’anno passato? Sarà meglio prenderne almeno un paio in più. Dove andrò a cercare la prima? Forse più in quota ,forse nei fossi . Meglio battere prima il castagno o il “cerro”? . Papà mi passi il cocomero ? Una vocina squillante mi riporta alla realtà .E’ ferragosto ed io conto i campani. Ah andiamo bene! Si ma è il calendario biologico che fa i capricci. Un amico, compagno di tantissime uscite per boschi , una mattina ,mentre cacciavamo ,si girò e pacatamente mi disse – secondo me le beccacce oltre che “sugare” il terreno in qualche modo non so come ci “sugano” anche il cervello- La risata mia fu spontanea e fragorosa .Ma quella frase mi dà da molti anni la misura di una “passionaccia” difficilmente comprensibile a chi non va per macchie a flagellarsi mani , viso, e gambe. Gli anni passano ma novembre prima o poi arriva .E’ un’altra massima quasi confortante ,partorita da quel linguaggio che si arricchisce di termini e concetti coniati alla bisogna ,quasi come per cementare una complicità. Quasi a stabilire il confine del cerchio .Chi è dentro è beccacciaio e fuori tutti gli altri. I miei modi di cercare le regine sono sempre simili. I compagni di caccia sono un po’ cambiati ma al mio piede ho sempre uno spinone . L’unica “variante invariata” nel corso degli anni,sono proprio loro i miei spinoni .Roani o bianco arancio ,femmine o maschi è uguale . Mi hanno sempre dato una sensazione retorica,come a dire con noi ,sempre con noi e tanto ti basti. In effetti non mi hanno mai fatto sentire approssimativo nel bosco, semmai adeguato .Sempre in tono con le situazioni e con le difficoltà che propongono le regine e il loro regno.
Ottavio
All.to del Buonvento Spinoni italiani

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