Troppo facile

 
Era fine gennaio .Ero contento per il buon numero di incontri durante la stagione. Non soltanto dal numero ma anche del fatto che gli incontri erano stati ben distribuiti su tutti gli spinoni che avevo in canile. I giovani avevano iniziato l’approccio con la regina sotto l’ala protettiva di Zoemi . Mi aveva sorpreso la sua vocazione ad istradare i figli per il verso giusto. Fra i tanti pregi di questa grande femmina roano marrone, non si era certo lasciata sfuggire il merito di avere questo tipo di attenzione. Decisa al limite dell ‘ostinazione nella cerca e nelle ribattute ,quanto subito dopo la fucilata giusta, pronta a rinunciare al meritato riporto per concederlo alla sua progenie. Tanto è vero che potevo concedermi il lusso di uscire solamente con i giovani qualche volta. Non che fossi sicuro di “non lasciare” qualche animale utile ,ma la gioia di veder “battere la macchia” in maniera un po’ sconclusionata ma sicuramente strafottente non aveva prezzo. Era fine gennaio. Ero contento, ma qualcosa mi ledeva l’orgoglio venatorio. C’era la famigerata svernante che mi aveva sbeffeggiato più di cinque volte. Ora sorvolando sul fatto che un beccaciaio si convinca che,solamente per il fatto che viene ripetutamente fregato nella stesso posto ,debba per forza essere la stessa regina (non hanno mica la targa) ,la cosiddetta mi aveva lasciato non solo senza sparare ma anche senza vederla . Soltanto un ovattato battito di ali dopo le ferme mi aveva dato la certezza della sua presenza. La Zoemi l’aveva agganciata subito nella piccola macchietta. Ma guidando prima in discesa poi in salita finiva il boschetto e ci ritrovavamo in mezzo al prato senza che la regina si fosse palesata. La stessa scena si era ripetuta più volte nel corso degli ultimi giorni. L’ultima volta che eravamo entrati in quel fortino la spinona non aveva fermato più, ma scodando sulle fatte (anche le regine hanno certe esigenze fisiologiche) eravamo arrivati al solito prato ormai convinti che il castello fosse vuoto. Era fine gennaio. Ormai i posti buoni si fa presto a rivisitarli. E va bene riproviamo anche lì. Solita entrata e la Zoemi ferma . Stupito aspetto e come sempre in questi momenti comincio a stringere la doppietta in maniera nervosa fino a farmi indurire i muscoli dell’avambraccio. Dopo qualche lungo minuto la spinona comincia a muoversi, guida. La beccaccia si sta allontanando a piedi o è volata via ancora. Comunque è di nuovo in casa. Senza far suonare il bubbolo è delicatamente di nuovo in ferma ,calma ,decisa. Stavolta non rimango lì a “patire”. Con molto coraggio prendo la decisione di lasciare quel quadro vivo ,corro fuori al solito prato. Aspetto, silenziosamente. Ho perso i fotogrammi migliori del film e ora devo riallacciare la trama. Senza sentire mai il campano comincio a intravedere il cane che sta arrivando precisa come le altre volte nel solito posto. È ferma ancora . Avanza è quasi fuori dal boschetto. E la regina ? Parte dal limite del bosco e sbatte le ali forte ma perché non si alza? Un’ala gli si è impigliata in un pezzo di rete . Sbatte le ali e rimane lì. Il cane le è a ridosso rompe, prova a prenderla . Adesso la stessa rete che l’ha intrappolata la protegge dal cane che con una capocciata la libera .Adesso è in aria . Adesso è il momento . Adesso dovrei lasciare la botta. Adesso è fine gennaio potrebbe essere l’ultima preda di una bella stagione Adesso però mi sembra troppo facile .Adesso non è gia più il momento.
Ottavio
All.to del Buonvento Spinoni italiani

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